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OST

Open Space Technology : una metodologia inclusiva, piacevole ed efficace. prof Marianella Pirzio Biroli Sclavi

L’ Open Space Technology ( Ost ) nasce nella prima metà degli anni ’80 dalla constatazione di un organizzatore di convegni, di nome Harrison Owen, che i momenti che i convegnisti considerano più fruttuosi sono quelli del coffee break. Indagando sui motivi di questo gradimento Owen concluse che il coffee break è uno speciale spaziotempo che lascia liberi i partecipanti di conversare con chi vogliono, per il tempo che ritengono utile, su problemi di loro interesse... [ segue ]

Bibliografia

Riferimenti bibliografici per l'OST

Harrison Owen, Open Space Technology. A User’s Guide, Berrett ­Koelher Publisher, San Francisco, 1997 (seconda ed.),

Harrison Owen; “Breve Guida all’Uso dell’open Space” in Quaderni di Facilitazione 2006, Scuola Superiore di Facilitazione fondata e diretta da Gerardo de Luzenberger, Milano, 26 pagine (verrà distribuita gratuitamente ai partecipanti al corso di facilitazione )

per processi partecipati complessi:

Luigi Bobbio, A più voci, Edizioni Scientifiche Italiane, 2005 (scaricabile dal sito : “cantieripa.it” , cliccando sulla voce “manuali”)

Susan Podziba, Chelsea Story, Bruno Mondadori, Milano 2006.

Marianella Sclavi : “Ethos e Eidos” in M Sclavi et al Avventure Urbane. Progettare la città con gli abitanti. Eleuthera, Milano 2002 pp 7-32